domenica 8 agosto 2010

( 3x2 ) Film da vedere e da non vedere

Come si dice al supermercato. Prendi 3 e paghi 2. Qui più o meno è la stessa cosa. Prendi 3 film che devi assolutamente vedere e 2 che è preferibile evitare. Alcuni sono film anche già usciti da tempo, ma io ne parlo lo stesso, ci sono sempre i DVD ( o lo streaming per gli spilorci). Cominciamo con quelli per cui è meglio risparmiarsi i soldini ( e tempo). Meglio spenderli per una pizza con gli amici.

Il primo è The Hole, che devo specificare come da titolo, in 3D. La trama è semplice: madre con due figli pieni di fobie si trasferisce per lavoro e sceglie come dimora l'unica casa esistente che ha nello scantinato una botola attraverso cui le paure più profonde degli esseri umani prendon vita. Quindi, ragazzini impauriti e mostriciattoli vari.

Ora non so se sono io che son entrato al cinema convinto che quel nome (Joe Dante) sotto il titolo mi potesse portare verso un prodotto ( per non dire favoloso) decente, ma sono uscito deluso, sperando di trovar fuori la cassiera con in mano i soldi del mio biglietto, pronta a rendermeli. Perché non dovreste vederlo? Perché dell'horror che dovrebbe essere non ha nulla, perché del 3D di cui si parla anche nel titolo ha giusto quelle due scene che durano quei tre minuti scarsi, gli attori gli hanno pescati dalla strada, come le idee per farti morire di paura, che a me e alla mia ragazza c'hanno solo fatto morire dal ridere. Era una commedia. Che non doveva esserlo per niente. E parlando di commedia, prendo in considerazione Poliziotti Fuori, di cui sono riuscito a vedere solamente i primi 20 minuti, perché poi non sono riuscito ad andare avanti. Non era commedia, era...era...un qualcosa di imprecisato. Fuori genere, per capirci. Kevin Smith, smettila di fare film non tuoi, che non lo sai fare. Ah, dimenticavo la trama: una coppia di poliziotti, il furto di una figurina di baseball da collezione. Poi se avete voglia, un pò di noia e quei 107 minuti da perdere, guardatevelo. Io penso che sia meglio di no.

Ora passiamo invece a quei film che li vedi e li ami. Per me è stato il caso di Toy Story 3, perché è tutto ciò che un bambino cresciuto con i primi due capitoli si potesse aspettare. Un tuffo nel passato, un momento magico, ricco di sorrisi e di lacrime. Io ho pianto come non ho mai fatto in vita mia. Perché questi geni della Pixar ( perché sono dei fottuti geni) sanno dosare attentamente emozioni, divertimento, momenti di riflessione. Ma soprattutto sanno entrarti nell'anima. Ho pianto all'inizio perché son tornato al 1996, quando mio padre entrò in casa col VHS del primo Toy Story. Ho pianto in vari momenti che ormai porto nel cuore, ma che non voglio scrivere qui per non rovinare la visione a chi ancora è all'oscuro di tutto. La trama: Andy sta per partire per il college e la madre lo invita a prendere una decisione sui suoi vecchi giocattoli: o li butta o li mette in soffitta. Per una serie di circostanze, i giocattoli finiscono in un asilo e li comincia l'avventura... o meglio, l'incubo.

L'incubo. Come rivivere in continuazione lo stesso giorno. Come accadeva in Ricomincio da capo nel 1993 e come accade nel remake italiano del 2004 dal titolo E' già ieri, con Antonio Albanese e Fabio De Luigi. Se non conoscete l'originale, vi spiego la trama: un famoso divulgatore televisivo molto scorbutico si reca alle Canarie per un servizio sulle cicogne. Per chissà quale sortilegio, si ritroverà a vivere in continuazione sempre il 13 agosto. Bello, ve lo consiglio. E non so perché, ma sono riuscito a preferire Albanese a Murray. Oddio cos'ho detto! Ma tutto si può dire e tutto si può fare. Anche prendere dei malati mentali e metterli a lavoro nel mondo del parquet, credendo fortemente nelle loro potenzialità. E' proprio quello che fa il sindacalista interpretato da Claudio Bisio nel film Si può fare del 2004. Veramente un bel film, uno di quelli che non pensi di vedere, che vedi per curiosità e di cui poi non puoi far altro che parlarne bene.

Io non posso far altro che lasciarvi e augurarvi una buona visione se avrete voglia di vedere uno dei film sopracitati. Alla prossima, boys!

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